Negli ultimi anni il Building Information Modeling (BIM) è diventato uno standard sempre più diffuso nella progettazione e realizzazione di edifici e infrastrutture. Grazie alla capacità di centralizzare dati, documentazione e informazioni tecniche, il BIM consente di migliorare la qualità progettuale, ridurre errori e ottimizzare i costi di costruzione.
Ma il vero valore del BIM emerge dopo la consegna dell’opera.
Quando l’edificio entra in esercizio inizia una fase destinata a durare decenni: quella della gestione e della manutenzione. Ed è proprio qui che molte organizzazioni rischiano di non sfruttare appieno il patrimonio informativo costruito durante il progetto.
Valorizzare il patrimonio di informazioni contenute nel BIM
Molte aziende considerano il BIM uno strumento utile soprattutto durante la progettazione e la costruzione. Una volta conclusa l’opera, però, il modello e il patrimonio di informazioni che contiene vengono spesso lasciati inutilizzati o consultati solo occasionalmente.
Eppure il BIM raccoglie una quantità enorme di informazioni sugli asset: impianti, componenti, caratteristiche tecniche, documentazione, relazioni tra gli elementi e loro collocazione all’interno della struttura. Si tratta di un patrimonio prezioso per chi si occupa di Facility Management e Asset Management, soprattutto considerando che a fronte di 3-4 anni di progettazione e costruzione, l’edificio dovrà essere gestito e mantenuto per i successivi 30 o 40 anni.
Quando arriva il momento di implementare un sistema di gestione della manutenzione come IBM Maximo Application Suite (MAS), molte organizzazioni ripartono da zero: inseriscono manualmente dati già disponibili, ricostruiscono anagrafiche esistenti e duplicano informazioni presenti nel modello BIM. Il risultato è un processo più lento, più costoso e maggiormente esposto a errori.
L’integrazione con Maximo per capitalizzare l’investimento fatto sul BIM
Il vero valore dell’integrazione tra BIM e IBM Maximo consiste nella possibilità di trasformare i dati raccolti durante la progettazione in uno strumento operativo a supporto della manutenzione.
Se un edificio è stato progettato con metodologia BIM, gran parte delle informazioni necessarie alla gestione degli asset è già disponibile. Integrarle in Maximo permette di accelerare l’avvio del sistema e ridurre significativamente le attività manuali. In altre parole, l’integrazione consente di capitalizzare l’investimento fatto sul BIM, trasformando dati pensati per la progettazione in informazioni utili alla gestione operativa degli asset.
I vantaggi sono concreti:
- riduzione del data entry iniziale
- minori costi di implementazione
- eliminazione di dati duplicati
- maggiore qualità delle informazioni
- tempi più rapidi di adozione della piattaforma
Invece di ricostruire informazioni già esistenti, le organizzazioni possono valorizzare un patrimonio informativo che hanno già creato e finanziato durante la fase progettuale.
Vedere prima di intervenire: il valore concreto della visualizzazione 3D
Uno degli aspetti più immediati dell’integrazione BIM-Maximo riguarda la possibilità di visualizzare gli asset direttamente all’interno di un modello tridimensionale. Per chi si occupa di manutenzione, questo significa passare da una gestione basata su descrizioni e documentazione a una comprensione immediata del contesto operativo.
Prima di un intervento è possibile:
- individuare con precisione l’asset
- comprendere come è inserito nell’ambiente circostante
- verificare gli spazi disponibili
- identificare eventuali vincoli logistici e di sicurezza
- pianificare in modo più efficace l’attività della squadra
“La disponibilità del modello tridimensionale cambia il modo in cui viene preparato un intervento. Il manutentore non riceve solo un’informazione sull’asset da gestire, ma può comprenderne immediatamente il contesto operativo, valutando spazi, percorsi di accesso e possibili vincoli prima ancora di raggiungere il sito.” — Diego Visentin, Maximo EAM Business Unit Director.
Pensiamo a un esempio semplice: un intervento su un lavandino. Oltre a localizzare il componente, il tecnico può visualizzare il percorso delle tubazioni e individuare rapidamente il punto in cui intercettare l’acqua prima di iniziare il lavoro.
Un altro esempio riguarda la sicurezza. Se, per esempio, è necessario intervenire su un router Wi-Fi installato a circa due metri di altezza, il manutentore può verificarne la posizione direttamente nel modello BIM prima di recarsi sul posto. In questo modo sa già che dovrà portare con sé una scala o altra attrezzatura idonea, evitando improvvisazioni e riducendo i rischi durante l’intervento.
Su edifici complessi, impianti industriali o infrastrutture critiche, la disponibilità di queste informazioni può fare una differenza significativa in termini di efficienza operativa, sicurezza e riduzione degli errori.
Una comunicazione bidirezionale che mantiene aggiornato il patrimonio informativo
L’integrazione tra BIM e Maximo non deve essere vista come un semplice trasferimento iniziale di dati a senso unico. Il vero beneficio emerge quando si crea una comunicazione bidirezionale tra il modello e il sistema di Asset Management.
Da un lato, il BIM fornisce a Maximo tutte le informazioni necessarie per gestire gli asset. Dall’altro, gli interventi eseguiti durante il ciclo di vita dell’opera possono aggiornare il modello BIM, mantenendolo allineato alla realtà. Quando viene sostituito un componente — una pompa di calore, un gruppo elettrogeno — quell’informazione torna nel BIM e aggiorna il modello.
Il risultato è un digital twin che evolve insieme all’opera. Non un modello statico creato in fase di progettazione, ma una rappresentazione aggiornata dello stato reale degli asset lungo tutto il loro ciclo di vita.
Tre scenari in cui l’integrazione BIM-Maximo può fare la differenza
Le organizzazioni che si avvicinano a questa integrazione si trovano tipicamente in uno di questi contesti.
Hai il BIM ma non hai ancora un sistema di Asset Management
Il punto di partenza è mappare i dati già presenti nel modello e valutarne la qualità. Progettare la manutenzione partendo da un dato BIM ben strutturato abbatte i costi di avviamento e accelera i tempi di adozione.
Hai sia BIM sia Maximo, ma i due sistemi non comunicano
Hai già investito in entrambe le tecnologie, ma il patrimonio informativo del BIM rimane separato dai processi di manutenzione. L’integrazione consente di eliminare attività manuali, evitare duplicazioni, mantenere i dati allineati e valorizzare appieno gli investimenti già realizzati.
Hai Maximo e stai adottando il BIM
Molte organizzazioni utilizzano Maximo per gestire la manutenzione, ad esempio, di un edificio e decidono di adottare il BIM in occasione di ampliamento o riqualificazione dello stesso o di alcune sue parti. In questo caso il patrimonio di informazioni contenute nel Maximo possono essere un grande aiuto per accelerare l’adozione del BIM, grazie all’integrazione dei dati già disponibili. In questo modo è possibile ottenere benefici concreti fin dalle prime fasi dell’implementazione.
La nostra competenza: agnostici rispetto al BIM, focalizzati sul risultato
“Sul mercato esistono molte soluzioni BIM. Ogni cliente arriva con il proprio strumento, ma noi abbiamo sviluppato una competenza che lavora indipendentemente dalla piattaforma adottata. Tramite formati di scambio aperti e standard, estraiamo le informazioni dal modello e le portiamo in Maximo. L’integrazione non si ferma ai dati. I modelli 3D sono visualizzabili direttamente all’interno di Maximo, mettendo a disposizione dei manutentori tutte le informazioni necessarie senza dover passare da un’applicazione all’altra e senza perdere contesto.” – Diego Visentin, Maximo EAM Business Unit Director
Ma la competenza tecnica è solo una parte dell’equazione. L’aspetto più importante non è il software utilizzato per realizzare il modello, ma la capacità di individuare quali dati siano realmente utili ai processi manutentivi e come renderli disponibili all’interno di Maximo.
“La tecnologia da sola non basta. Il vero valore nasce dalla profonda conoscenza dei processi di manutenzione e di conseguenza dalla capacità di individuare quali informazioni del BIM possono generare benefici concreti per la manutenzione e come integrarle nei processi aziendali. È qui che competenze tecniche e conoscenza del business devono lavorare insieme.”— Cinzia Lacopeta, Amministratore Delegato di Tempestive, società del Gruppo Alfa Sistemi specializzata in soluzioni di Enterprise Asset Management.
Per questo accompagniamo le organizzazioni nel definire un percorso sostenibile, evitando complessità inutili e concentrandoci sulle funzionalità che generano risultati concreti.
Trasformare i dati in valore lungo tutto il ciclo di vita dell’opera
Più un edificio o un’infrastruttura sono complessi e strategici, maggiore è il valore di un approccio integrato tra BIM e Asset Management. L’obiettivo non è semplicemente collegare due sistemi informativi, ma costruire continuità tra progettazione, costruzione e manutenzione.
Perché il vero ritorno dell’investimento sul BIM non si misura soltanto nella fase di costruzione, ma nella capacità di utilizzare quelle informazioni per supportare la gestione dell’opera per i successivi venti o trent’anni.
Se hai investito nel BIM, hai già costruito una parte importante del tuo patrimonio informativo. La vera sfida oggi non è raccogliere nuovi dati, ma valorizzare quelli che possiedi già per rendere la manutenzione più efficiente, ridurre i costi operativi e migliorare la gestione degli asset nel lungo periodo.
Contattaci: analizziamo insieme il tuo scenario e identifichiamo il percorso più adatto per integrare BIM e IBM Maximo nella tua organizzazione.