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Intervista: in Alfa da neo laureata a Executive Partner

Soluzione: Intervista: in Alfa da neo laureata a Executive Partner

La storia di una passione diventata carriera in un’azienda meritocratica

Quarantotto anni, una passione per il management che l’ha contraddistinta sin dall’ingresso nel mondo del lavoro e che ha coltivato con competenza e determinazione, sino a divenire executive partner dell’azienda che l’ha vista “nascere” professionalmente.


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Lo stringato fotogramma racchiude la storia passata e presente di Federica Finotto, laurea in Economia e Commercio conseguita nel 1998 e poi subito l’ingresso in Alfa Sistemi, l’azienda friulana presieduta da Ferruccio Meroi e specializzata nelle soluzioni applicative e tecnologiche Oracle, con presenza solida in Friuli Venezia Giulia, tra Buttrio e Udine, e una filiale aperta recentemente in Thailandia, per proseguire nel processo di internazionalizzazione che consente all’impresa di raggiungere 9 milioni di fatturato.
È in questa realtà che Finotto, competente e determinata a crescere, ha trovato proprio in un uomo, il presidente Meroi, un “alleato” per l’affermazione professionale e personale.
«Il mio percorso di crescita è un esempio reale e concreto di come, in Alfa Sistemi, grazie ad un processo di valutazione basato sul merito, tutte le risorse capaci e motivate possano arrivare a ricoprire posizioni di responsabilità», aggiunge Finotto, ricordando come l’azienda, in forte espansione, abbia necessità di figure che vogliano sposarne il progetto di crescita ed affrontare le sfide che esso comporta.

«Un ambiente meritocratico che – sottolinea – ha reso evidente come le quote rosa siano purtroppo una necessità in contesti in cui non sia questo criterio a prevalere nelle scelte». In via di principio, quindi, Finotto è convinta che «il confronto con l’altra metà del cielo si deve svolgere sul terreno delle conoscenze e delle capacità» e la sfida, più che nella lotta per le quote rose, sta «nel garantire ovunque le pari opportunità affinché il potenziale di ogni persona possa esprimersi».

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Realisticamente, rileva che «in Alfa Sistemi le donne che diventano mamme trovano le condizioni per poter vivere questa dimensione della femminilità senza dover rinunciare o sacrificare la dimensione lavorativa. Effettivamente, però, nel mio percorso ho potuto verificare che non dappertutto è ancora così e io stessa, agli inizi della carrier,a fui apostrofata da un cliente con un: “Dov’è il tuo capo”». Oggi Finotto ha la responsabilità di oltre 110 persone, per il 34% donne. Il management aziendale è composto da donne e uomini al 50 per cento. «Non una scelta con il bilancino – precisa -, ma adottata sulla base di criteri oggettivi e di merito. Il che sta a dire che, davvero, non c’è differenza tra le capacità di uomini e donne in ambito lavorativo».

Mamma di un ragazzino di 13 anni, Finotto ha trovato anche nel marito un importante supporto per riuscire a conciliare al meglio famiglia e lavoro. Ascolto, organizzazione e definizione di reciproche responsabilità sono le componenti che non possono mancare per vivere serenamente, in un corretto bilanciamento, la dimensione lavorativa e quella familiare.

Tra le sue figure di riferimento, spicca Christine Lagarde, attuale presidente della Bce, già ministro dell’Economia in Francia e direttrice del Fondo monetario internazionale. «È un bel esempio di donna che è riuscita a raggiungere importantissimi obiettivi nella propria carriera, restando molto femminile». Ma c’è un modo femminile nel praticare il ruolo di manager?


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«E’ una domanda semplice a cui però non esiste una risposta altrettanto semplice, perché il rischio è di cadere nella trappola degli stereotipi. L’esperienza maturata in questi anni mi porta a dire che lo stile manageriale sia piuttosto una caratteristica personale, legata al singolo individuo e al proprio vissuto, che trascende dalle definizioni di genere. Volendo generalizzare, potrei comunque dire che, mediamente, le donne manifestano una particolare attenzione al dettaglio e una spontanea attitudine all’ascolto», elementi strategici per cogliere gli input che giungono dai collaboratori e per avere un approccio olistico con le persone risponde convinta Finotto. «Nell’interazione quotidiana con colleghi e colleghe il mio obiettivo è sempre quello di intercettare e far emergere il loro potenziale, a prescindere da ogni etichetta».

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Articolo di Francesca Schenetti, giornalista della testata TiLancio, pubblicato il 26/04/2022.